Gli abbonati effettivi (Dati AGCOM e di mercato)
Gli abbonati paganti stabili di DAZN in Italia si sono generalmente mossi in una forbice compresa tra i 2 e i 2,5 milioni di utenti unici a seconda dei periodi dell'anno (con picchi durante l'avvio della Serie A e cali nei mesi estivi o di pausa). Non c'è stata una fuga di massa tale da azzerare la base clienti (la piattaforma mantiene il suo zoccolo duro legato ai diritti del massimo campionato di calcio), ma l'azienda ha dovuto fare i conti con:
Un tasso di disdetta fisiologico o legato ai rincari degli abbonamenti.
La concorrenza della pirateria (il fenomeno del "caro IPTV" e le relative strette della Guardia di Finanza).
Una contrazione generale del tempo di visione complessivo da parte degli utenti, complice anche il malcontento per alcune tariffe giudicate troppo alte.
In sintesi: DAZN non ha perso milioni di abbonati totali fino al punto di chiudere o svuotare la piattaforma, ma ha visto calare drasticamente gli ascolti complessivi e ha subito una frenata nella crescita, complici i continui aumenti dei prezzi che spingono molti tifosi a disdire l'abbonamento nei mesi in cui il campionato è fermo.
Qual'è la fascia di eta che segue meno il calcio?
La fascia d'età che in assoluto segue meno il calcio tradizionale è quella dei giovanissimi e dei giovani adulti, nello specifico la fascia compresa tra i 14 e i 24 anni (la cosiddetta Generazione Z).
I dati delle ricerche di mercato e dell'industria dei media sportivi evidenziano dinamiche molto chiare su questo target:
Il problema della soglia di attenzione: I ragazzi tra i 15 e i 24 anni faticano a reggere i 90 minuti di una partita intera. Preferiscono i formati brevi, gli highlights, i video su TikTok, i Reels o i contenuti virali legati ai singoli campioni piuttosto che la diretta televisiva classica.
La concorrenza dell'intrattenimento digitale: Per questa fascia d'età, il calcio compete direttamente con i videogiochi (es. EA Sports FC, Fortnite), il mondo degli streamer di Twitch, e le serie TV in streaming. Molti giovani seguono l'evento "calcistico" solo se legato a fenomeni pop globali o a grandi tornei (Mondiali/Europei), ma l'interesse per il campionato di Serie A o per le partite di ogni settimana è drasticamente più basso rispetto ai Millennials o agli Over 40.
Il consumo "spezzettato": Più si scende con l'età (under 20), più si guarda il calcio in modo indiretto: tramite le clip sui social o seguendo le piattaforme dei creator digitali che parlano di sport con linguaggi meno istituzionali.
Al polo opposto, invece, la fascia che segue di più il calcio e che garantisce la spesa pubblicitaria e gli abbonamenti televisivi più stabili resta quella che va dai 35 ai 65 anni.
